Alfredo Vassalluzzo porta Gargoyle oltre l’italiano: cosa apre Behind the Law
Una storia cambia lingua, ma non perde necessariamente il luogo da cui proviene. Gargoyle, il romanzo di Alfredo Vassalluzzo pubblicato da Sensibili alle Foglie, è disponibile anche in inglese con il titolo Behind the Law. Questa apertura al pubblico anglofono offre una prospettiva interessante su un libro nato da un’esperienza molto precisa: l’insegnamento nel carcere maschile di Velletri.
Al percorso dell’opera si aggiunge ora la vittoria del Premio Publio Virgilio Marone nella sezione Narrativa edita. La premiazione è prevista a Napoli il 14 novembre 2026. Sono due passaggi diversi, la traduzione e il riconoscimento italiano, che consentono di interrogare la stessa questione: come può una vicenda radicata in un contesto locale parlare anche a lettori lontani?

Il punto di partenza resta un carcere italiano
La presentazione del romanzo individua nelle lezioni un punto di osservazione delle relazioni umane dentro la reclusione. Il docente incontra studenti detenuti, mette alla prova convinzioni e aspettative e scopre la distanza fra il progetto educativo e le condizioni nelle quali prova a realizzarlo. Non è una cornice geografica intercambiabile: è l’esperienza da cui nasce la narrazione.
Leggere questa origine come un limite sarebbe però riduttivo. Una storia non deve diventare generica per essere accessibile oltre i propri confini. Può mantenere il rapporto con un ambiente concreto e, proprio attraverso quel rapporto, sollevare domande riconoscibili altrove. Nel caso di Gargoyle, il materiale disponibile richiama dignità, esclusione, educazione e possibilità di cambiamento.
Che cosa permette davvero una traduzione
L’edizione inglese rende il romanzo accessibile a chi legge in quella lingua. È il dato essenziale, e basta a spiegare l’importanza del passaggio senza aggiungere classifiche, cifre di vendita o entusiasmi del pubblico non documentati. La disponibilità di Behind the Law indica una possibilità d’incontro: non va confusa con la prova di un successo commerciale internazionale.
Anche sul piano letterario serve precisione. Senza un confronto fra i testi non possiamo giudicare le scelte della traduzione, la resa dei dialoghi o il ritmo delle frasi. Questo approfondimento riguarda il percorso editoriale e i temi presentati dall’autore, non una valutazione delle due edizioni basata sulla lettura integrale. Distinguere questi livelli permette di parlare del libro senza attribuirsi competenze che il materiale non offre.
Resta una prospettiva feconda: un lettore anglofono può avvicinarsi a una vicenda italiana attraverso interrogativi che non appartengono a una lingua soltanto. Come si costruisce una relazione quando il contesto la rende difficile? Quanto pesa il giudizio degli altri sull’identità? Che cosa significa immaginare un futuro dopo la pena? Sono domande culturali, non affermazioni sull’equivalenza fra sistemi penitenziari.
La complessità umana attraversa i confini
Ling, Damir ed Ernesto sono i nomi citati nella presentazione di Gargoyle. Attorno ai personaggi vengono richiamati fragilità, maschere e contraddizioni, in una narrazione dove dolore e ironia possono convivere. Per un pubblico distante dal contesto italiano, questa pluralità costituisce un possibile punto d’accesso: le persone precedono la necessità di conoscere ogni dettaglio dell’ambiente.
Non significa che le differenze culturali scompaiano. Significa che il romanzo propone una materia umana sulla quale lettori diversi possono misurare il proprio sguardo. L’attenzione al reinserimento sociale, per esempio, riguarda anche ciò che accade quando la pena termina e resta da affrontare il giudizio della società. Il libro porta questo tema dentro un racconto, senza che si debbano inventare i destini dei suoi personaggi.
Un riconoscimento a Napoli, una possibilità più ampia
La vittoria nella Narrativa edita restituisce visibilità al cammino italiano dell’opera. L’appuntamento del 14 novembre sarà, secondo l’annuncio, il momento della consegna del premio. Intanto la traduzione inglese amplia l’accessibilità di una storia che conserva il proprio legame con Velletri e con l’esperienza del suo autore.
Vassalluzzo è cresciuto nel Cilento, ha una formazione in Lettere Moderne e Psicologia Clinica e insegna Italiano e Storia all’Istituto Superiore Sandro Pertini di Genzano. Dal lavoro educativo alla scrittura, fino a una seconda lingua, il percorso non richiede formule trionfalistiche per risultare interessante. Racconta la possibilità che domande nate in un luogo circoscritto trovino nuovi interlocutori, senza smettere di essere domande.